Marzabotto - Guida Turistica

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.: MARZABOTTO
 Marzabotto è un comune di 6.257 abitanti della provincia di Bologna. La cittadina di Marzabotto si colloca geograficamente lungo la Via Porrettana che da Bologna attraversa l' Appennino Toscano a circa 25 Km dal capoluogo emiliano. E' adagiata nella vallata del fiume Reno e parte del suo vasto territorio municipale confina con l'altra vallata contigua al fiume Setta. Il capoluogo di Marzabotto, epicentro della vita amministrativa e sociale, è costituito oggi da una comunità di circa 3.000 abitanti. Le sue origini sono databili fin dal '700. Nell' 800 il borgo cominciò ad assumere una fisionomia e ben individuabile. Gli storici parlano di un piccolo borgo chiamato "Marzabotte" dove si trovavano un mulino, un'osteria ed alcune botteghe. In realtà pare che Marzabotto derivi il proprio nome dalla parola "MARZA BOT" che indicava le botti in cui veniva fatta macerare la canapa coltivata diffusamente fino alla metà del 1900 nelle campagne e nell' Appennino bolognese. Il Comune di Marzabotto non ha quindi radici storiche lontanissime. L'attuale assetto territoriale - amministrativo è però il punto di arrivo di un complesso cammino storico.Fu solo con la costruzione della ferrovia porrettana a metà dell'ottocento che il centro acquistò importanza e Marzabotto divenne sede del Comune nel 1883.
  Ricordiamo: l'elettrificazione della ferrovia Bologna-Pistoia (1927) e la costruzione della direttissima fra Bologna e Firenze portata a termine tra il 1913 ed il 1943. Tutto ciò contribuisce a mutare profondamente il quadro socioeconomico e demografico della montagna ormai completamente al di fuori dei dispositivi di autoregolazione del passato. La storia sociale ed economica di Marzabotto affonda tuttavia le proprie radici nelle vicende della montagna bolognese tra l'800 e il '900, e non è quindi un caso che Marzabotto divenga Comune proprio nell'800. Superando una visione relativamente semplificata che interpreta la montagna in questo periodo come un sistema sociale proveniente da una situazione caratterizzata da povertà di risorse ma socialmente ed ecologicamente equilibrata, le ricerche recenti hanno sancito la complessità storico-morfologica di questo territorio nel suo divenire. Volendo tuttavia ridurre ad alcuni elementi basilari le vicende storico sociali di Marzabotto tra l' 800 e il 900 si può notare l'importanza del ciclo ottocentesco di edificazioni civili. Fra il 1816 ed il 1839 la Porrettana viene prolungata da Oggiola (fra Sasso Marconi e Marzabotto) a Porretta Terme divenendo la principale strada di fondovalle in regime pontificio. Nel biennio 1850-51, ed ancora nel 1881, viene ricostruito il Ponte di Riola (nodo strategico fondamentale fra il crinale tavernolese e le Valli del Reno e del Limentra). Nel 1858, con il taglio della rupe del Sasso, cominciano i lavori della ferrovia Bologna-Pistoia. A questo primo ciclo di opere seguirà poi un secondo ciclo di grandi infrastrutturazioni che interessa la prima metà del '900.
  Ancor oggi il turista od il semplice visitatore curioso può ammirare l'antica chiesa romanica del XII secolo a tre navate con volta a crociera. Grazie a questi piccoli insediamenti la popolazione totale abiatnte nel territorio comunale è ormai giunta a oltre 6.000 unità, con un fenomeno di rapida espansione demografica che induce a prevedere per il prossimo decennio il raggiungimento di circa 10.000 abitanti. Oggi il territorio del Comune di Marzabotto che vede nel capoluogo l'epicentro della vita culturale ed economica è composto da queste frazioni, alcune delle quali veri e propri borghetti di poche case: Montasico, Luminasio, Medelana, Lama di Setta, Sibano, Malfolle, Panico, Lama di Reno, Gardelletta, Quercia, Pioppe di Salvaro, Sperticano, Pian di Venola, Canovella, Sirano-Piccolo Paradiso. La storia di questo territorio, la cui urbanizzazione maggiore come abbiamo visto appare abbastanza recente, è tuttavia antica e carica di significati. Essa parla innanzitutto attraverso i resti della necropoli etrusca situata nell' altopiano di Misa, alla sommità di un colle che domina dall'alto le immediate vicinanze dell' odierno capoluogo di Marzabotto. Ora sede di un Museo nazionale archeologico visitabile durante tutto l'anno, i resti di Misa raccontano al visitatore di un passato in cui la civiltà etrusca aveva insediato in questi territori la propria gente e cultura. Si deve probabilmente al Conte Aria la prima scoperta a metà '800 di un primo importante rinvenimento. Poi nei decenni, con alterne fortune, continuarono le ricerche sino a quando nel 1933 lo Stato acquisì l'intera area archeologica ed i materiali. Nel 1949 venne inaugurato il Museo Archeologico Nazionale "Pompeo Aria" che verrà ampliato nel 1958 e nel 1979. Oggi, grazie anche all'impegno dell' Università degli Studi di Bologna e della soprintendenza Archeologica dell' Emilia Romagna, la continuazione delle campagne di scavo nella necropoli ci permettono di decifrare del tutto i segni di una civiltà ormai scomparsa. Se quella della necropoli etrusca rappresenta la parte più antica della storia del territorio di Marzabotto, fatti ben più recenti legati alla seconda guerra mondiale hanno reso il nome di questa cittadina tristemente famoso e conosciuto in tutto il mondo. Nell'autunno del 1944 il territorio di Marzabotto, Monzuno e Grizzana, fu al centro della più grande strage di civili dell'Europa occidentale, per opera dei nazisti: 316 donne, 142 vecchi di oltre 60 anni, 216 bambini di età inferiore a 12 anni, di cui parecchi di pochi mesi ed alcuni di pochi giorni, e 5 sacerdoti.
  Ad oltre 50 anni dalla strage la comunità di Marzabotto ha trovato uno spazio di memoria e ricordo che va ben oltre gli intenti commemorativi e celebrativi. La nascita recente del Parco Storico di Monte Sole, all'interno di quegli stessi luoghi in cui la follia nazifascista dispiegò il proprio metodo di sterminio, è il segno tangibile della positiva capacità di elaborazione di un lutto e di una ferita tanto profonde da parte della comunità di Marzabotto.La costituenda Scuola di Pace, vuole essere un monito a tutte le genti. Ma anche e soprattutto uno strumento di dialogo pacifico tra le genti di ogni nazione ed origine, affinchè i fatti di allora siano compresi nella loro genesi storica, politica e culturale. Uno strumento di pace.